L’Italia che verrà ci lascia ben sperare

23 aprile 2020

L’Italia che verrà ci lascia ben sperare.

Ieri il Presidente Mattarella ha conferito l’attestato di alfiere della Repubblica a 25 giovani. Mi rincuora sempre leggere le loro storie e la capacità che hanno i nostri ragazzi di distinguersi, pensando al bene di tutti e non al loro interesse.

Mi hanno colpito le storie della piccola Mavì Borrelli che a 9 anni non aveva mai tagliato i capelli e poi ha scelto di farlo per trasformali in parrucca per i pazienti oncologici; quella di Pietro Bartoloni che a 14 anni è diventato insegnante della nonna malata, che attraverso le nuove tecnologie è riuscita a mantenere una vivacità intellettuale.

Poi c’è l'esperienza del 18enne Nicola Salis, che ha promosso e organizzato allenamenti e gare di football integrato. Ovvero attività nelle quali possono giocare insieme, conoscersi e confrontarsi giovani con livelli di abilità diverse. Dimostrando ancora una volta come lo sport può essere una leva per per vivere pienamente la socialità, anche per chi vive una disabilità.

Ringrazio Mavì, Pietro, Nicola e i tanti altri ragazzi che hanno nuovamente dato una lezione a noi “adulti”. Una lezione da tenere ben a mente durante questa emergenza Coronavirus perché ad ognuno di noi è affidata una missione personale: essere responsabili di se stessi e degli altri. Solo così potremo vincere questa battaglia.

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